Commissione consultiva permanente e Comitato politiche attive


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Il Capo II del titolo I del D.Lgs 81/08, è dedicato ai rapporti con le istituzioni, in termini di attribuzione di competenze, responsabilità, funzioni e verifiche in materia di salute e sicurezza; con queste finalità vengono istituiti due organismi con precise attribuzioni: il Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e la Commissione consultiva Permanente.

L’articolo 5 del D.Lgs. 81/08, in seguito parzialmente modificato dall’art. 20, comma 1, lett. b) del D.lgs. nr 151 del 14 settembre 2015, recante Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità disciplina l’istituzione e le responsabilità attribuite al Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’articolo 6, anch’esso rivisitato nei commi 1, 2, 5, 6 ed 8 dal sopracitato decreto del 2015, istituisce e disciplina i compiti della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Comitato per le politiche attive

Il Comitato di cui all’articolo 5 è istituito presso il Ministero della Salute e presieduto dallo stesso Ministro, è composto dal Direttore Generale della competente Direzione Generale e i Direttori dei competenti uffici del Ministero della salute; da due Direttori Generali delle competenti Direzioni Generali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; dal Direttore Centrale per la Prevenzione e la sicurezza tecnica del Dipartimento dei Vigili del fuoco, dal Direttore Generale della competente Direzione Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da quattro rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. Partecipano inoltre, come consulenti, un rappresentante dell’INAIL, uno dell’ISPESL e uno dell’IPSEMA.

I membri del comitato si riuniscono periodicamente per deliberare in merito ad aspetti relativi al coordinamento delle attività tra stato e regioni con i compiti principali di:

  • stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • individuare obiettivi e programmi rivolti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;
  • definire la programmazione annuale relativamente agli interventi di vigilanza, ed ai i piani di attività a livello nazionale;
  • garantire lo scambio di informazioni tra le istituzioni per promuovere l’uniformità dell’applicazione della normativa vigente;
  • individuare le priorità della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Commissione consultiva permanente

La Commissione di cui all’articolo 6 è istituita presso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha mandato quinquennale, ed è composta da un rappresentante per ognuno dei seguenti ministeri: Ministero del lavoro e delle politiche sociali (con funzioni di presidente), Ministero della salute, Ministero dello sviluppo economico; Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Ministero dell’interno, Ministero della difesa, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Ministero dell’istruzione. Ne fanno parte inoltre sei rappresentanti delle regioni e delle province autonome, sei esperti designati delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e sei delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, tre esperti di medicina del lavoro e un rappresentante della associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro.

La Commissione si avvale della consulenza degli istituti pubblici con competenze in materia di salute e sicurezza ed assume i compiti relativi a:

  • esaminare i problemi applicativi della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente;
  • Elaborare nuovi criteri di valutazione dei rischi per i rischi emergenti e validare le procedure relative;
  • esprimere pareri sui piani annuali elaborati dal Comitato per le politiche attive;
  • validare le buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale;
  • elaborare i criteri per la definizione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, dei formatori per la sicurezza ed in genarle per tutte le figure del Sistema di Prevenzione e Protezione;
  • valorizzare gli accordi sindacali.

 


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